Finale Di Partita

Il basket universitario americano

Archivio per il 'In deep' Categoria

Rubrica di approfondimenti vari.

Nuovi coach, nuovi orizzonti

Pubblicato da Stefano Teti su 18 Giugno 2008

Cambiare coach, sopratuttutto a livello universitario, è un momento importante, delicato, difficile. Si parla di ragazzi che stanno costruendo il loro gioco, che devono sviluppare un proprio potenziale ed essere capaci di lasciare un segno per essere notati dagli scout. Cambiare allenatore vuol dire, spesso, cambiare schemi, rotazioni, compiti singoli e di squadra. Vuol dire, per un giocatore, perdere alcuni punti di riferimento. Tecnici ed umani.

E’ evidente che, in questo senso, Indiana, Texas Tech e Stanford si trovano ad un anno di transizione. Il caso di Texas Tech è leggermente differente in quanto la presenza di Pat Knight sulla panchina, è un dato di fatto da ormai qualche mese; dal momento in cui - per i pochissimi che non lo sapessero - lo scorso anno il suo famoso padre, Bob Knight, ha deciso di lasciare il mestiere di allenatore (dopo oltre 40 anni), andando a fare l’opinionista televisivo. Dall’altra parte, invece, gli avvicendamenti sulle panchine di Stanford ed Indiana non potevano capitare in un momento migliore. Saranno anni duri, questo tutti lo sanno, ma c’è la possibilità di ricominciare un ciclo. E allora entriamo negli spogliatoi di queste squadre e vediamo cosa ci aspetta il prossimo anno.

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Notizie da Orlando

Pubblicato da Stefano Teti su 5 Giugno 2008

Occhi puntati sulla Florida; occhi puntati su Orlando; occhi puntati su una cinquantina di giocatori che hanno deciso di partecipare a questro pre-draft camp; si tratta un camp aperto, non associato ad alcuna squadra (si è aperta il 3 giugno infatti la possibilità per le squadre di fare dei camp privati in cui testare i giocatori nuovi). E mentre i giocatori sicuri del primo giro se ne restano a casa (in realtà molti erano a Chicago per allenarsi insieme sotto le insegne della “scuderia ” A.T.T.A.C.K.), ad Orlando sfilano le seconde linee, quei giocatori che cercano di conquistarsi una chiamata al primo giro o che, come è molto di moda in questo momento oltre oceano, “testano le acque”. Sono quei giocatori che potrebbero decidere di ritirare la propria candidatura al draft se i rumors che li riguardano non sono abbastanza simili ai loro desideri. Di chi stiamo parlando?

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Indiana e USC: problemi del recruiting

Pubblicato da Stefano Teti su 22 Maggio 2008

Franklin Sampson, ex coach di IU

Due notizie, nell’ultimo mese hanno tenuto l’attenzione alta sul college basketball nonostante i giochi si siano conclusi più di un mese fa. Le due notizie, pur nelle loro differenze, hanno più di qualcosa in comune: le cause, l’etica ed il comun denominatore del regolamento. Mi riferisco evidentemente al caso di Indiana University e di USC. Le due situazioni, come ogni dramma teatrale, hanno i loro protagonisti: da una parte coach Kelvin Sampson, ex head coach di IU, ora assistente in NBA a Milwaukee, dall’altra il freshman OJ Mayo, giocatore che si è dichiarato eleggibile per il draft del prossimo giugno e che, date alcune previsioni, dovrebbe essere scelto molto in alto, intorno alla 5.

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L’uomo che nascondeva i segreti di coach Calipari

Pubblicato da Stefano Teti su 11 Maggio 2008

Vance Walberg, il creatore del DDMSe l’università di Memphis durante questa stagione ha raggiunto la finale del torneo ed è stata numero uno del ranking NCAA, lo deve, in parte, anche ad una domanda fatta nell’ottobre 2003 durante un clinic per allenatori tenuto da coach Calipari. Uno degli “allievi” si chiama Vance Walberg, allenatore del junior college di Fresno (California). Per sei giorni Walberg aveva osservato il lavoro di Calipari in assoluto silenzio ma un giorno l’allenatore di Memphis chiese: “Vance, a cosa stai pensando?” Walberg sorrise e rispose: “Non credo vorrebbe saperlo, è un pò fuori dagli schemi.”E Calipari: “Dimmi!”

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